La società è sconcertata dalla piega che ha preso la situazione a Ravenna in seguito all’attività di persone, non definibili tifosi, che negli ultimi mesi ha subito un escalation preoccupante. Partendo dagli insulti sui social fino a sfociare domenica sera in quella che è definibile una imboscata al pullman di rientro da Fermo, passando per l’affissione di manifesti funebri nelle vie della città.

Se le critiche possono essere accettate, certi atteggiamenti non possono essere più tollerati. La società, consapevole di quelli che possono essere stati gli errori, sta lavorando duramente per potere portare la squadra fuori da questa situazione. I tifosi possono manifestare il proprio disappunto, anche con veemenza, per ciò che concerne l’aspetto sportivo ma non è accettabile che si vada ad intaccare la sfera dell’incolumità personale. Non è nostra intenzione strumentalizzare questo fatto che sicuramente non riguarda il 99% dei tifosi sani. E’, tuttavia, necessario stabilire un limite, situazioni del genere d’ora in poi saranno valutate nelle opportune sedi di rilevanza penale.

L’intervento del presidente Brunelli: “Ringrazio in primo luogo Francesco Ghirelli e tutte le persone che hanno voluto esprimere alla società la solidarietà per l’accaduto. La lettera che il presidente di Lega Ghirelli ha inviato alla società nasce dallo stupore che fatti di questo tipo potessero toccare una città come Ravenna. Dobbiamo trovare l’appoggio della componente sana di questa città che deve rifiutare determinati comportamenti, non è possibile che Ravenna venga associata a questi coni. Abbiamo sempre accettato le critiche ed anche recentemente, in sede di assemblea dei soci, abbiamo parlato con tutti quelli che hanno chiesto di parlare con noi. Le critiche sull’attività sportiva sono completamente legittime. La classifica parla chiaro e noi sappiamo che dobbiamo rimboccarci le maniche ed uscire da questa situazione. Non accetto critiche sull’onestà delle persone, perché ci sono persone oneste, che da anni danno più di quello che devono dare e che sono altamente qualificate e riconosciute all’esterno della nostra città.”