Giallorossi che vogliono tornare al successo sfruttando la spinta del proprio pubblico

Dopo l’inatteso stop di Correggio, il Ravenna torna a l Benelli con la voglia di dimenticare, e fare dimenticare ai propri tifosi, la delusione di 6 giorni fa. Giallorossi determinati a dimostrare davanti al proprio pubblico che il vero Ravenna è quello che ha battuto con autorità l’allora capolista Lentigione e che in queste prime uscite aveva dimostrato idee di gioco ben chiare. Un Ravenna, insomma, diverso da quello delle ultime due trasferte e che, proprio dal proprio pubblico vorrà trarre quella forza e quello stimolo in più. In questo sesto turno di campionato l’avversario sarà il Sasso Marconi, squadra che ha bagnato proprio l’esordio al Benelli della squadra di Dossena. Ravenna, che in quella occasione, il turno preliminare di Coppa Italia, aveva ben figurato, liquidando l’avversario con un secco 3-0 firmato da Polvani, Saporetti e Guidone.

I bolognesi nel frattempo sembrano avere trovato la quadra, come imoniato dal rendimento in campionato che, alla luce di 3 vittorie e 2 sconfitte, li vede 3 punti sopra il Ravenna, in piena posizione playoff.

In casa giallorossa in settimana mister Dossena ha lavorato molto sull’aspetto psicologico della squadra, analizzando cosa non ha funzionato nelle due sconfitte in trasferta e cercando i giusti correttivi, identificando proprio nell’approccio mentale alla gara la nota dolente. Per la partita il tecnico potrà contare sulla totalità della rosa ad eccezione di Luca Magnani, gli esami strumentali cui è stato sottoposto il terzino hanno evidenziato una rottura del legamento collaterale con interessamento del crociato che, purtroppo, hanno messo praticamente fuori causa il ragazzo per tutta la stagione. Sarà compito dei compagni regalare a lui, ed a tutti i tifosi giallorossi una gioia in questo anticipo del sabato pomeriggio.

L’aspetto mentale è stato proprio l’argomento sul quale si è concentrato mister Dossena nella conferenza stampa pre partita: “Non dobbiamo prendere lo schiaffo per avere la reazione, dobbiamo andare in campo sempre con la stessa a. Ho lavorato sulla a perché anche i ragazzi devono tirare via le insicurezze che abbiamo dentro. Voglio vedere i miei ragazzi liberi di a e vogliosi davanti al nostro pubblico di giocare a calcio.”